Marco Manetti con Alessio Marrucci di Cutlite Penta e un operatore davanti alla FHD di Officine Meccaniche Castelfiorentino
Officine Meccaniche Castelfiorentino: FHD 20 kW
Marco Manetti con Alessio Marrucci di Cutlite Penta e un operatore davanti alla FHD di Officine Meccaniche Castelfiorentino
Officine Meccaniche Castelfiorentino

Nel 2018 il laser non conveniva sui 40 mm. Nel 2024 Officine Meccaniche Castelfiorentino ha comprato una FHD da 20 kW

Nel 2018 Marco Manetti aveva già valutato il laser fibra e aveva deciso di no: sui suoi spessori, fra 10 e 40 mm, non era competitivo. Nel 2024 ha rifatto il conto e ha comprato una FHD 12030 da 20 kW. In mezzo non è cambiata l'azienda, è cambiata la tecnologia.

Officine Meccaniche Castelfiorentino taglia dal dopoguerra: prima ossitaglio, poi plasma, poi una combinata. Marco Manetti, terza generazione, ci ha raccontato perché ha cambiato idea, cosa è andato storto nei primi mesi e cosa gli ha fatto risparmiare un passaggio intero di lavorazione.

Chi è Officine Meccaniche Castelfiorentino

Officine Meccaniche Castelfiorentino è un'azienda di carpenteria meccanica e medio-pesante di Castelfiorentino, in provincia di Firenze. È stata fondata nel 1956 dal nonno dell'attuale titolare, Marco Manetti: tre generazioni nella stessa attività.

Nel 1971 l'azienda si trasferisce nella sede attuale. Negli ultimi quindici anni la crescita ha richiesto due nuovi capannoni: l'ultimo ospita oggi il sistema laser e un robot di saldatura.

Ossitaglio, plasma, combinata: quarant'anni di taglio termico

Il percorso sul taglio comincia negli anni Ottanta con l'ossitaglio, continua con il plasma e negli anni Novanta arriva a una macchina combinata. È un investimento che ha tenuto per decenni, e non per inerzia: sul lavoro di OMC funzionava.

Ed è la ragione per cui questo case study comincia da un no. Nel 2018 Manetti ha valutato il laser fibra e ha deciso di restare sulla combinata, perché sui suoi spessori, che stanno fra 10 e 40 mm, il laser di allora non era competitivo. Era una valutazione corretta, con i numeri di allora.

Cosa è cambiato fra il 2018 e il 2024

Nel 2024 l'incontro con Alessio Marrucci, Area Manager Cutlite Penta, ha riaperto la questione. Nel frattempo le potenze disponibili erano cresciute, e con loro il campo di spessori in cui il laser regge il confronto con il taglio termico: è la stessa cosa che raccontiamo nella pagina su plasma e laser, vista dal lato di chi compra.

Sei anni fra un no e un sì sono un dato utile a chi sta valutando adesso: se hai detto no al laser prima del 2020 sui tuoi spessori, quel no è vecchio. Non perché avessi torto allora, ma perché il confine si è spostato.

Marco Manetti, titolare di Officine Meccaniche Castelfiorentino, davanti al sistema laser FHD
Marco Manetti, terza generazione: nel 2018 aveva detto no al laser, nel 2024 ha rifatto il conto.

La prova con il proprio materiale

Il passaggio decisivo è stato l'invito a Prato, e non per il motivo che ci si aspetta: «Non solo abbiamo potuto vedere la macchina in funzione, ma abbiamo portato il nostro materiale e l'abbiamo testata sulle nostre reali esigenze.» Secondo Manetti è stato il vantaggio principale rispetto agli altri costruttori valutati. Tradotto in pratica, la differenza è questa:

  • vedere la macchina che taglia, non un video né una tabella
  • portare il proprio materiale, con i propri spessori e la propria qualità di lamiera
  • provare i propri pezzi, non un campione preparato per la dimostrazione
  • uscire con un risultato in mano da far vedere in azienda
La FHD 12030 di Officine Meccaniche Castelfiorentino vista di fronte, con la lamiera sul piano di lavoro
La FHD 12030: il piano da 12 metri prende le lamiere da treno nei formati commerciali da 6.

Perché una FHD 12030 da 20 kW

La scelta è una FHD 12030 da 20 kW: area di lavoro 12 × 3 metri, dimensionata per sostituire in toto l'impianto precedente.

Il formato non è una scelta di potenza, è una scelta di logistica del materiale. OMC lavora lamiere da treno, cioè lamiere laminate su treno e vendute nei formati commerciali da 6 metri e suoi multipli. Un piano da 12 metri prende due lastre da 6 affiancate, oppure una lastra intera: la lamiera entra come arriva dal fornitore, senza tagli di preparazione e senza sfrido di adattamento. È il genere di ragionamento che si fa prima di guardare i kilowatt.

La cabina chiusa attorno alla testa di taglio della FHD, con la finestra di protezione laser
La cabina chiusa attorno alla testa: è la caratteristica che tiene ridotto l'ingombro di una macchina da 12 metri.

La testa bevel: un passaggio produttivo in meno

Questa è la parte che vale il prezzo del biglietto. Con la testa bevel, disponibile sulla FHD fino a ±50°, OMC ha eliminato la lavorazione degli smussi. Prima quello smusso si faceva dopo il taglio, con un'altra macchina. I benefici che ci ha elencato Manetti sono tre:

  • velocità e qualità: la pulizia del pezzo e la precisione sono a un altro livello rispetto al taglio termico
  • un passaggio in meno: gli smussi non passano più da tornio, mola o fresatrice
  • meno lamiera consumata, in quantità e in costo: una riduzione che definisce «significativa e non banale»

Su quest'ultimo punto Manetti è stato onesto in un modo che vale la pena riportare: il risparmio energetico non lo ha ancora misurato, e quindi non lo dichiara. Il risparmio di materiale invece lo vede, e non serve uno strumento per vederlo.

I primi mesi: cosa è andato storto

L'installazione è stata coordinata bene, ma i primi mesi non sono stati senza difficoltà, ed è giusto scriverlo. Una parte era fisiologica: passare da una combinata a un laser fibra vuol dire imparare un'altra macchina. Una parte, invece, era colpa nostra: le tabelle di taglio fornite all'inizio non erano quelle giuste, perché si riferivano a un 30 kW e non al 20 kW acquistato. Sulla varietà di materiali che tratta OMC, questo ha reso la parametrizzazione iniziale più lunga del necessario.

A tenere insieme quella fase è stato Dalibor Ametovic, tecnico dell'assistenza: «Si è sempre reso disponibile a risolvere qualsiasi problema in modo estremamente professionale.» E la formazione interna è andata veloce: Daniele, l'operatore dedicato alla macchina, ha imparato a gestirla in poco tempo.

Siamo veramente soddisfatti del risultato. Abbiamo una macchina efficiente e performante, che abbiamo anche consigliato a un nostro fornitore. Sono felice e rifarei questa scelta.

Domande frequenti

Che macchina Cutlite Penta usa Officine Meccaniche Castelfiorentino?

Una FHD 12030 da 20 kW, con area di lavoro 12 × 3 metri e testa bevel. È stata installata nel 2024 e ha sostituito completamente l'impianto combinato di ossitaglio e plasma usato in precedenza.

Il laser fibra conviene sugli spessori fra 10 e 40 mm?

Nel 2018 Officine Meccaniche Castelfiorentino aveva valutato il laser su quella fascia e aveva scelto di restare sul taglio termico, perché allora non era competitivo. Nel 2024, con le potenze arrivate a 20 kW e oltre, la stessa azienda ha fatto la scelta opposta. Se la valutazione risale a prima del 2020, va rifatta.

A cosa serve la testa bevel su un laser?

A eseguire il taglio inclinato, fino a ±50° sulla FHD, direttamente in macchina. Per chi prima ricavava gli smussi con tornio, mola o fresatrice significa eliminare un passaggio produttivo: il pezzo esce dal laser già pronto per la fase successiva.

Perché scegliere un piano da 12 metri?

Perché il formato deve seguire il materiale che si compra. Chi lavora lamiere da treno le riceve nei formati commerciali da 6 metri e suoi multipli: un piano da 12 metri le accetta come arrivano, senza tagli di preparazione e senza sfrido di adattamento.

Portaci la tua lamiera

Hai detto no al laser prima del 2020?

Rifacciamo il conto con i numeri di oggi: porta i tuoi disegni e la tua lamiera in area DEMO a Prato e il taglio lo provi sui tuoi pezzi.