Dall'Italia ad Atlanta: l'alta potenza che sostituisce il plasma negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti il plasma e l'ossitaglio sono ancora la normalità in officina. Il laser fibra ad alta potenza li sta sostituendo un impianto alla volta, e chi fa il passaggio non torna indietro.
Stefano Mariotti è un tecnico italiano che dal 2023 lavora dagli Stati Uniti, nella sede di Cutlite Penta America ad Atlanta: installa le macchine, segue l'assistenza e forma i tecnici americani. Gli abbiamo chiesto cosa cambia davvero quando un'officina passa dal plasma all'alta potenza, e come si tiene in piedi un servizio tecnico in un paese dove il cliente «vicino» è a cinque ore di macchina.
Dal collaudo dei treni al laser: come inizia il percorso
Mariotti entra in Cutlite Penta il 20 novembre 2017, quasi per caso. Conosceva una persona che lavorava già in azienda e, mezzo per scherzo, le aveva chiesto di avvisarlo se avessero cercato un tecnico. Nello stesso mese era assunto.
La parte curiosa è che non veniva dal laser: prima si occupava di collaudo e messa in servizio di tram, metropolitane e treni. In Cutlite Penta ha iniziato nell'assistenza, sulle macchine CO2 e sulle fustelle, e si è spostato sul metallo quando in Italia il taglio della lamiera ha cominciato a crescere. «Il primo giorno non sapevo nemmeno che esistessero le macchine laser.»
Quello che gli è servito non era conoscere il laser, ma il metodo: collaudare, analizzare un problema, cercare un guasto è esattamente ciò che faceva già da quattordici anni. Il resto lo ha imparato accanto a una persona precisa: Gianni Berlincioni, il dipendente numero 1 di Cutlite Penta e il tecnico storico del CO2 e delle fustelle.
Sono stato un anno con lui, come la sua ombra.
Un anno di affiancamento non insegna soltanto la macchina. Insegna come si sta dal cliente e come si affronta una giornata in officina quando la produzione è fermata e ti guardano tutti. È la parte del mestiere che non sta su nessun manuale, ed è la ragione per cui oggi Mariotti fa la stessa cosa con i tecnici americani.
Quando arriva l'America
Il primo contatto vero con il mercato americano è del 2022, dopo la nostra prima FABTECH, con l'installazione delle prime macchine per Cupples J&J, in Tennessee. Quello che lo colpisce subito non è tecnico: «il rapporto con i clienti è molto professionale, ma allo stesso tempo diretto e amichevole. È diverso dall'Italia».
Nel 2023 gli viene chiesto se vuole provare a trasferirsi negli Stati Uniti. Accetta. Da FABTECH 2023 è lì in modo stabile.
Vivere e lavorare negli Stati Uniti
Trasferirsi non è stato semplice, e Mariotti non fa finta del contrario. «Vivere qui non è come fare una trasferta di qualche settimana: quando non sai quando tornerai in Italia, cambia completamente il modo di affrontare la quotidianità.»
Quello che ha fatto la differenza è l'ambiente. La zona di Atlanta è piacevole, e in Cutlite Penta America ha trovato colleghi disponibili dentro e fuori dal lavoro: cita Mark Doxtader e Tan Tam per il lato umano, che compensa in parte la distanza da casa. Anche la lingua, all'inizio una sfida, non è stata un limite vero: gli slang cambiano molto da zona a zona, ma sul campo il dialogo tecnico trova sempre il modo di funzionare.
Che cosa fa un tecnico italiano in Cutlite Penta America
«Faccio quello che facevo in Italia, ma con un ruolo più ampio.» In concreto il lavoro si divide così:
- installazioni: mettere in servizio le macchine dai clienti
- assistenza tecnica: interventi e diagnosi quando la produzione si ferma
- supporto a distanza, quando il problema si chiude senza salire su un aereo
- formazione dei tecnici americani, la parte che sta crescendo di più
I tecnici in America sono molti e distribuiti su territori enormi, lontani dalla sede di Atlanta: organizzare una formazione continua non è semplice. Quando si riesce, si fanno settimane di training dedicate. È lo stesso schema, al contrario, del corso a Prato dei tecnici di Cupples J&J: chi deve assistere una macchina la deve prima avere usata.
Perché il metodo conta più della procedura
Sul valore del cosiddetto «metodo italiano» Mariotti è netto. Non è sapere cosa fare: è sapere come si affronta un problema che nessuno aveva previsto.
Il metodo non è solo sapere cosa fare, ma come affrontare i problemi.
L'esempio che porta è l'installazione della prima macchina per il taglio laser di tubi in America, vicino a Nashville. Due tecnici italiani hanno affiancato un tecnico americano: non solo per montare la macchina, ma per lasciare competenze in vista delle installazioni successive.
È il modo meno rapido e più solido di costruire una squadra, ed è anche ciò che il cliente nota. Nel suo racconto, Jeff Cupples lo dice con parole sue: «i tecnici italiani sanno effettivamente usare le macchine e tagliare con esse, quindi riescono a diagnosticare cosa non va e ripararlo più velocemente».
Il mercato americano: distanze, potenze, numeri
«Molto intensa» è come Mariotti descrive la situazione. Quando ci parla ha cinque o sei macchine da installare fra Stati Uniti, Canada e Messico, e una seconda macchina in arrivo in Messico.
La complessità vera, però, non è il numero: sono le distanze. «Quando un cliente è vicino parliamo comunque di quattro o cinque ore di macchina, altrimenti ore di volo.» Non è paragonabile all'Europa, e cambia il modo di organizzare l'assistenza: le sedi del gruppo, Cutlite Penta America compresa, servono anche a questo, cioè ad avere teste di taglio e ricambi già nel continente giusto.
Sui numeri installati: in America ci sono una cinquantina di macchine nostre, e la maggior parte è fra 20 e 30 kW, con un 50 kW operativo. Non è un dettaglio: è il ritratto di un mercato che compra alta potenza come standard, non come eccezione.
Perché l'alta potenza sta prendendo il posto del plasma
La maggior parte dei clienti americani arriva da plasma o ossitaglio. Il passaggio al laser fibra ad alta potenza è grande, ma secondo Mariotti chi lo fa non torna indietro: cambiano i tempi, cambia la qualità di taglio, cambia l'organizzazione della produzione.
Il confronto fra le due tecnologie non è ideologico e ha condizioni precise, che abbiamo messo in fila nella pagina plasma o laser: il plasma resta una scelta valida quando la tolleranza è larga e il pezzo va comunque ripreso. Quando invece il bordo deve uscire finito, il divario si vede.
Per chi sta in macchina il passaggio richiede tempo. «All'inizio è normale avere difficoltà, soprattutto sulle macchine bevel.» Poi l'operatore entra nella logica della macchina e i problemi calano in fretta. È un dato utile da sapere prima di comprare, non dopo: il salto tecnologico si paga anche in settimane di apprendimento.
Cupples J&J e il 50 kW
Il progetto che Mariotti mette in cima è l'installazione del primo 50 kW Cutlite Penta degli Stati Uniti, in Cupples J&J. Dopo le fasi iniziali la macchina lavora senza problemi ed è pienamente produttiva.
Cupples J&J è un'officina grande: oltre venti macchine laser, sei delle quali nostre, in quasi tutte le configurazioni che produciamo. Nel suo racconto diretto, Jeff Cupples spiega perché a un certo punto ha spento tutti i plasma e cosa gli permette di fare oggi il 50 kW: «con il 50 kW possiamo tagliare 50 mm, due pollici, in Gas Mix, e batte il plasma ogni volta».
Perché gli Stati Uniti sono un mercato adatto a Cutlite Penta
Sull'alta potenza l'Europa è partita prima: negli Stati Uniti la curva è cominciata più tardi, e per noi questo significa spazio. Serve poi il tipo di macchina che facciamo: formati grandi e configurazioni personalizzate sulla commessa del cliente, non a catalogo. La macchina in copertina, per esempio, è una FHD.
Mariotti chiude senza enfasi, che è il modo in cui parlano i tecnici: «credo che in America si possa solo crescere. E per ora, io mi vedo qui».
Domande frequenti
Chi è Stefano Mariotti?
Un tecnico italiano di Cutlite Penta, in azienda dal 20 novembre 2017 e dal 2023 negli Stati Uniti, alla sede di Cutlite Penta America ad Atlanta. Si occupa di installazioni, assistenza tecnica, supporto a distanza e formazione dei tecnici americani. Prima del laser lavorava al collaudo e alla messa in servizio di tram, metropolitane e treni.
Quante macchine Cutlite Penta sono installate negli Stati Uniti?
Al momento dell'intervista una cinquantina, la maggior parte con potenze fra 20 e 30 kW e un 50 kW operativo. Le installazioni coprono anche Canada e Messico, con cinque o sei macchine in attesa di messa in servizio.
Negli Stati Uniti il laser ad alta potenza sta sostituendo il plasma?
Sì, ed è il movimento principale del mercato: la maggior parte dei clienti americani arriva da plasma o ossitaglio. Il caso più documentato è Cupples J&J, in Tennessee, che ha eliminato tutti i sistemi al plasma quando ha introdotto il laser da 30 kW e oggi lavora anche con un 50 kW.
Quanto tempo serve a un operatore per passare dal plasma al laser?
Qualche settimana di adattamento è normale, soprattutto sulle macchine bevel, dove parametri e sequenze sono più articolati. Quando l'operatore entra nella logica della macchina i problemi calano in fretta: è un costo di apprendimento da mettere nella pianificazione, non una difficoltà permanente.
Stai valutando il salto dal plasma all'alta potenza?
Portaci materiale, spessori e tolleranze dei tuoi pezzi: il taglio si prova in area DEMO a Prato. E se lavori negli Stati Uniti, in Canada o in Messico, Cutlite Penta America è ad Atlanta.